Allarme cormorani

cormoranoIn sei anni sono cresciuti dell’86,5%. Ogni uccello mangia oltre 300 grammi di pesce al giorno.

Entro il marzo 2020 in Lombardia verranno abbattuti 993 cormorani, il 10% della popolazione regionale, per difendere la pesca sportiva e professionale nella regione. Lo ha deciso la giunta nel settembre scorso: i cormorani secondo l’ente locale riducono drasticamente il numero di pesci e li fanno allontanare dagli habitat abituali. cormorano1

L’abbattimento selettivo sarà affidato alla polizia provinciale: ma poiché questa è insufficiente, verranno autorizzati anche alcuni cacciatori, selezionati da una apposita commissione.

“La presenza eccessiva di cormorani sta danneggiando la pesca sportiva e professionale in Lombardia – ha detto in un comunicato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura -. Anche quest’anno abbiamo autorizzato il prelievo di 993 esemplari nei territori delle province di Varese, Como, Lecco, Bergamo e Brescia. Il prelievo attualmente può essere effettuato solo dagli agenti delle polizie provinciali, ormai in numero esiguo a causa della legge Delrio. Per questo abbiamo deciso di istituire una Commissione regionale che abbia il compito di esaminare le richieste dei cacciatori che si candidano per il rilascio della abilitazione al controllo selettivo del cormorano”.

Il piano di controllo attualmente attivo nella regione prevede dal 1 ottobre 2019 al 15 marzo 2020 l’abbattimento di 993 esemplari, pari al 10% degli esemplari conteggiati in Lombardia. “È necessario difendere l’ecosistema dall’effetto devastante delle specie alloctone in sovrannumero – ha aggiunto l’assessore Rolfi -. Il cormorano non solo contribuisce in maniera drastica alla diminuzione dello stock ittico, ma è causa anche di ferimento dei pesci, il che li rende suscettibili alle malattie, e spesso li induce ad abbandonare settori di habitat occupati, anche in momenti strategici quali la riproduzione o il periodo di rifugio invernale”. (ANSA).

Mosca club Vallesina. Trentennale

volantino Fiore 2018

Ho visto nascere e morire tantI di quei club che oramai considero le associazioni come le vetrate, scintillano e brillano quando c’è il sole, ma quando cala l’oscurità rivelano la loro bellezza solo se c’è una luce dentro. Questa luce non c’è quasi mai o è talmente flebile che non rischiara il sentiero. Il discorso non vale per il Mosca Club Vallesina, un club fatto da belle e interessanti persone dalle quali imparare lezioni di pesca e lezioni di vita. Se stanno preparando festeggiamenti per il trentennale un motivo ci sarà.

L’amo senza ardiglione

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Leggo sui social attacchi rabbiosi verso la giunta regionale che ha approvato il calendario ittico per il 2016. Una delle proposte che più sta dando fastidio è quella relativa all’ utilizzo di soli ami senza ardiglione nelle acque pregiate.

Ma perché l’amo senza ardiglione?

Togliendo l’ardiglione diventa più semplice e meno doloroso slamare il pesce. Ami o ancorette senza ardiglione sono meno invasive per l’animale, che, invece di un taglio causato da un amo con ardiglione, si ritrova solo un forellino.

Inoltre, cari acchiappapesci ad ogni costo, secondo voi è più facile che un amo esca da un forellino, o da un taglio?

Quante volte, dopo un breve combattimento vediamo il pesce fuggire da una parte, e il nostro amo andare dall’altra? Avete mai riflettuto sul fatto che questo può succedere perché l’amo balla dentro il taglio che ha causato l’ardiglione con la nostra ferrata, taglio allargato dai tentativi di fuga del pesce. È molto più difficile che ciò accada se ad essere sollecitato è un forellino, con questo non voglio affermare che non succeda comunque, però le probabilità che accada sono minori, in anni di pesca a mosca con ami senza ardiglione ho perso pochissimi pesci.

Un ulteriore vantaggio può essere quello che un amo senza ardiglione, avendo meno superficie, penetra meglio a seguito della ferrata.

Comunque cerchiamo di concentrare i nostri sforzi preoccupandoci della salvaguardia dei fiumi invece di preoccuparci se una di queste povere vittime sacrificali dell’apertura riesce a farla franca, ricordiamoci che le nostre belle colpe se le cose non vanno ce le abbiamo anche noi, anni di semine scriteriate e di catture facilitate ci hanno regalato fiumi privi di trote già da Aprile e, parola di guardia ittica, privi anche di pescatori.

 

 

 

 

 

 

La Carta del pescatore

thPubblicata nel lontano 1980 ma sempre attualissima:
– L’acqua è un bene naturale, un patrimonio collettivo, fonte di vita per la flora, la fauna e l’uomo.
– L’acqua deve essere protetta da tutti i pericoli che ne minacciano la limpidezza, il normale decorso, il corretto utilizzo.
– L’acqua deve essere mantenuta pulita ed accessibile a tutti.
– Il pescatore ha il diritto – dovere di impegnarsi attivamente nella tutela dell’ambiente, denunciando ogni turbativa che ne minacci l’equilibrio o ne causi il degrado o il depauperamento.
– Il pescatore ha il diritto riconosciutogli dalla Costituzione di associarsi liberamente.
– Il pescatore, in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge, ha il diritto di svolgere serenamente la propria attività in acque libere e pulite, nel rispetto della natura.
– La legislazione nazionale e regionale deve riconoscere certezza di diritti e di doveri del pescatore.
– Il pescatore ha il diritto, attraverso le associazioni che lo rappresentano , di partecipare alla redazione delle leggi nazionali e regionali sulla pesca ed alla gestione sociale degli ambienti di acqua dolce e marina.
– Il pescatore in possesso di licenza di pesca di tipo B, ha il diritto ad accedere a tutte le acque pubbliche che non siano destinate al ripopolamento, al riposo biologico, o all’acquicoltura per fini produttivi.

La pesca a mosca

1293010_10205197947418515_8152296454414550599_oSpesso mi chiedono perché pesco a mosca e che cos’è la pesca a mosca. Non è facile rispondere perché quando si parla di pesca a mosca è riduttivo limitare il discorso a nozioni tecniche di lancio o di costruzione di artificiali. Il concetto di pesca a mosca va ben oltre e comporta l’accettazione da parte del pescatore di regole non scritte che impongono una vera e propria filosofia di vita che mette l’ambiente ed il suo rispetto al primo posto nella graduatoria dei valori. Se non rispetti queste regole potrai definirti un buon lanciatore, un buon cattura pesci ma non un pescatore a mosca.