LEGGE 28 luglio 2016, n. 154

Art. 40 - Contrasto del bracconaggio ittico nelle acque interne

1. Al fine di contrastare la pesca illegale nelle acque interne dello Stato, è considerata esercizio illegale della pesca nelle medesime acque ogni azione tesa alla cattura o al prelievo di specie ittiche e di altri organismi acquatici con materiale, mezzi e attrezzature vietati dalla legge. E’ altresì considerata esercizio illegale della pesca nelle acque interne ogni azione di cattura e di prelievo con materiali e mezzi autorizzati effettuata con modalità vietate dalla legge e dai regolamenti in materia di pesca emanati dagli enti territoriali competenti. Ai fini della presente legge, sono considerati acque interne i fiumi, i laghi, le acque dolci, salse o salmastre delimitati rispetto al mare dalla linea congiungente i punti piu’ foranei degli sbocchi dei bacini, dei canali e dei fiumi.

2. Nelle acque interne è vietato: 

a) pescare, detenere, trasbordare, sbarcare, trasportare e commercializzare le specie di cui sia vietata la cattura in qualunque stadio di crescita, in violazione della normativa vigente; b) stordire, uccidere e catturare la fauna ittica con materiali esplosivi di qualsiasi tipo, con la corrente elettrica o con il versamento di sostanze tossiche o anestetiche nelle acque; c) catturare la fauna ittica provocando l’asciutta, anche parziale, dei corpi idrici; d) utilizzare reti, attrezzi, tecniche o materiali non configurabili come sistemi di pesca sportiva, ai sensi dei regolamenti e delle leggi vigenti; e) utilizzare attrezzi per la pesca professionale nelle acque dove tale pesca non e’ consentita o senza essere in possesso del relativo titolo abilitativo; f) utilizzare reti e altri attrezzi per la pesca professionale difformi, per lunghezza o dimensione della maglia, da quanto previsto dai regolamenti vigenti.

3. Sono inoltre vietati la raccolta, la detenzione, il trasporto e il commercio degli animali storditi o uccisi in violazione dei divieti di cui al comma 2.

4. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque viola i divieti di cui al comma 2, lettere a), b) e c), e al comma 3 è punito con l’arresto da due mesi a due anni o con l’ammenda da 2.000 a 12.000 euro. Ove colui che viola il divieto di cui al comma 3 ne sia in possesso, si applicano altresì la sospensione della licenza di pesca di professione per tre anni e la sospensione dell’esercizio commerciale da cinque a dieci giorni.

5. Salvo che il fatto costituisca reato, per chi viola i divieti di cui al comma 2, lettere d), e) ed f), si applicano la sanzione amministrativa da 1.000 a 6.000 euro e, ove il trasgressore ne sia in possesso, la sospensione della licenza di pesca professionale per tre mesi.

6. Per le violazioni di cui al comma 2, lettere a), b), c), d), e) ed f), e al comma 3, gli agenti accertatori procedono all’immediata confisca del prodotto pescato e degli strumenti e attrezzi utilizzati, nonchè al sequestro e alla confisca dei natanti e dei mezzi di trasporto e di conservazione del pescato anche se utilizzati unicamente a tali fini. Il materiale ittico sequestrato ancora vivo e vitale è reimmesso immediatamente nei corsi d’acqua. Delle reimmissioni effettuate è data certificazione in apposito verbale.

7. Qualora le violazioni di cui ai commi 2 e 3 siano reiterate e qualora il trasgressore le commetta durante il periodo di sospensione della licenza di pesca professionale o dell’esercizio commerciale, le pene e le sanzioni amministrative e il periodo di sospensione delle licenze sono raddoppiati. Le disposizioni del presente comma si applicano anche nel caso di pagamento della sanzione amministrativa in misura ridotta.

8. Per le violazioni di cui al presente articolo, ferma restando l’applicazione delle sanzioni amministrative, il trasgressore corrisponde all’ente territoriale competente per la gestione delle acque una somma pari a 20 euro per ciascun capo pescato in violazione del presente articolo per il ristoro delle spese relative all’adozione delle necessarie misure dI ripopolamento delle acque. Tale somma e’ raddoppiata nel caso in cui il pescato risulti privo di vita.

9. Ferme restando le disposizioni vigenti in materia di vigilanza e controllo delle acque interne, ai fini dell’applicazione delle sanzioni amministrative previste dal presente articolo, il rapporto di cui all’articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e’ presentato all’ufficio regionale competente.

10. Le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, ove necessario, adeguano i propri ordinamenti alle disposizioni del presente articolo.

11. Le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano provvedono agli adempimenti previsti dal presente articolo con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

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Barcellona 2007

Barriò Gotico


Volo diretto da Pescara, un’ora e mezza di pullman da Girona e all’una di notte finalmente a Barcellona.
Secondo le informazioni di Zoila andando a piedi arriviamo al nostro appartamento in 10 minuti.
Dopo un ora di cammino con bagagli al seguito fermiamo un taxi, 5 minuti e siamo davanti alla bella chiesa barocca costruita per la “Virgin de la Mercé”. L’affabile tassista ci spiega che non può andare oltre con l’automobile, bisogna proseguire a piedi fino alla seconda traversa a destra, che incontreremo dopo aver imboccato la stradina di fronte che si inoltra nel barriò gotico. Vedo una luce strana nei suoi occhi, perchè?
Lo capisco dopo pochi passi, la “ciutat vella” mi ingoia. Sono le 2 e mezza, sono troppo stanco per decidere se la sensazione è piacevole o terrorizzante. I visi delle persone che incontriamo non sono rassicuranti, ma nessuno prova ad importunarci.Dopo poche centinaia di metri svoltiamo in Carrer de Milans e alla vista dell’ingresso del nostro appartamento non posso negare un attimo di sgomento.


Penserete che la foto è uscita male, non si vede niente, solo una luce verde e un caos di murales!!! Quello che vedete è lo specchio fedele della realta. Manca solo il gruppetto dei rasta che si dividevano beati gli ultimi grammi di un’erba che doveva essere molto gradevole a giuidicare dalla loro allegria e dagli abbracci che i scambiavano. dopo una ventina di minuti l’assonnata padrona di casa arriva in bici, ci saluta con un allegro “Ola” e ci apre l’improbabile portoncino d’ingresso. Saliamo le scale, strette, ripide e consumate dal tempo, alzo lo sguardo, conto almeno sette piani, per fortuna ci fermiamo al primo. La nostra strega Barcellonese ci introduce con aria soddisfatta nella nostra reggia. Occorrono parecchi secondi per abituarsi all’odore di muffa. L’appartamento. é grande, non aggiungo altro.
Alle tre e mezza finalmente posso buttarmi sul letto e abbandonarmi ad un sonno ristoratore.
Dormo senza interruzioni fino alle nove, i letti sono comodi. Non occorre accendere la luce per vederci, le fessure degli infissi sono talmente numerose ed ampie.
Eppure tutto questo ha qualcosa di familiare, e come se qui ci fossi già stato.
Mi alzo e apro la finestra per far entrare luce ed aria fresca ma, ll vicolo è talmente stretto e tutto quello che entra sono i suoni di Barcellona.

E mi torna in mente un ragazzo ventenne e le sue estati a Napoli con l’amico Domenico.

Improvvisamente mi assale la voglia di scendere in strada, in cucina non c’è la dolce zia Nilde e neanche la colazione fatta di latte e sfogliatelle napoletane e non c’è neanche Domenico perso di vista da quasi un ventennio Appena torno cerco di rintracciarlo, si dice sempre cosi quando ti assale la nostalgia, poi la vita riprende il suo corso e dimentichi i buoni propositi.

Invece l’atmosfera è simile a quella della Napoli di venti anni fa, a quella vera, quella dei napoletani. Una ragnatela di stradine e una miriade di botteghe dove trovi di tutto, negozi di tatoo e artigianato etnico, resto incollato 10 minuti davanti alle vetrine di un negozio rasta, e Prosciutti appesi dappertutto, rami di peperoncino, verdura, frutti lussureggianti e profumo di pomodoro fresco ed aglio e sorrisi e “ola” e turisti col naso in su affascinati dalle guglie della Cattedrale di Sant’Elia, patrona di Barcellona. Sto camminando da un bel pò, non riesco più ad orizzontarmi in questo labirinto, forse e meglio che chiedo e mentre lo penso mi ritrovo sotto casa.

Gli altri sono pronti, adesso comincia la visita ufficiale della città.
Ma questa è un’altra storia, ve la racconterò in seguito.

Tallin _ Estonia

Tallinn, la capitale dell’Estonia, deve il suo fascino al contrasto antichità-modernità. La città vecchia è un meraviglioso borgo medievale, ricco di stretti vicoli e caratteristiche chiese e piazze, circondata da antiche mura e alti torri. Gli altri quartieri di Tallinn sono, invece, dei centri moderni e tranquilli dove delle ex fabbriche sono state riconvertite in centri commerciali. Indimenticabili i numerosi mercati, ideali per acquistare prodotti artigianali e della tradizione culinaria estone. Città vivibilissima.