La mia apertura del 2016

Squadra vincente non si cambia,

anche quest’anno sarà Carmine pesca-sexy-della-donna-25054003
il mio compagno di pesca nelle acque pregiate abruzzesi.

 

 

183970_4445408705051_862114855_nOddio scusate, il mio amico Carmine è questo.

Fatte le presentazioni torniamo alla cronaca della giornata. Avevo esordito dicendo ” ci vediamo da te alle 6/6.30 ok?” La risposta del giovane “Troppo tardi massimo alle 05.00!”.

Hai perfettamente ragione, meglio alle 5. Da casa mia a casa di Carmine sono 49 km, quasi un’ora, mi devo lavare, caricare in macchina l’attrezzatura, dopo essermi vestito … devo mettere la sveglia alle 03.30. Ottimo, sarò in forma perfetta!!!

 

Pentax Digital Camera    th

Decidiamo di aprire la stagione a Villa Santa Maria, la famosa patria dei cuochi, nel tratto gestito dalla Fipsas. Trote ce ne sono tante ma anche pescatori, sembra di stare da Ikea la domenica mattina.

Anche il paese merita una visita.

 

Dopo il caos della mattina abbiamo bisogno di un attimo di riflessione per fare pace con il mondo e ci spostiamo verso le montagne per chiudere la giornata su un torrente, al limitare del Parco Nazionale della Majella, del quale abbiamo deciso di non fare il nome perchè pescatori male intenzionati potrebbero veramente fare notevoli danni al delicato ecosistema. E’ un torrente dove non vengono effettuate semine e dove trote iridee si riproducono e crescono senza l’intervento di nessuno.

Nel primo pomeriggio, ridotti come dei mocio vileda appena strizzati, complici anche le prime gocce di una pioggia annunciata, decidiamo di tornarcene a casa.

Ps. non fatelo sapere a Carmine che mi sono preso un giorno di ferie mercoledì e che me ne vado a pesca, non prima delle otto.

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L’amo senza ardiglione

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Leggo sui social attacchi rabbiosi verso la giunta regionale che ha approvato il calendario ittico per il 2016. Una delle proposte che più sta dando fastidio è quella relativa all’ utilizzo di soli ami senza ardiglione nelle acque pregiate.

Ma perché l’amo senza ardiglione?

Togliendo l’ardiglione diventa più semplice e meno doloroso slamare il pesce. Ami o ancorette senza ardiglione sono meno invasive per l’animale, che, invece di un taglio causato da un amo con ardiglione, si ritrova solo un forellino.

Inoltre, cari acchiappapesci ad ogni costo, secondo voi è più facile che un amo esca da un forellino, o da un taglio?

Quante volte, dopo un breve combattimento vediamo il pesce fuggire da una parte, e il nostro amo andare dall’altra? Avete mai riflettuto sul fatto che questo può succedere perché l’amo balla dentro il taglio che ha causato l’ardiglione con la nostra ferrata, taglio allargato dai tentativi di fuga del pesce. È molto più difficile che ciò accada se ad essere sollecitato è un forellino, con questo non voglio affermare che non succeda comunque, però le probabilità che accada sono minori, in anni di pesca a mosca con ami senza ardiglione ho perso pochissimi pesci.

Un ulteriore vantaggio può essere quello che un amo senza ardiglione, avendo meno superficie, penetra meglio a seguito della ferrata.

Comunque cerchiamo di concentrare i nostri sforzi preoccupandoci della salvaguardia dei fiumi invece di preoccuparci se una di queste povere vittime sacrificali dell’apertura riesce a farla franca, ricordiamoci che le nostre belle colpe se le cose non vanno ce le abbiamo anche noi, anni di semine scriteriate e di catture facilitate ci hanno regalato fiumi privi di trote già da Aprile e, parola di guardia ittica, privi anche di pescatori.

 

 

 

 

 

 

PESCA SPORTIVA: GIUNTA APPROVA CALENDARIO ITTICO REGIONALE

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Pescara, 26 feb. 2016

Con delibera di Giunta regionale n.112/2016 è stato approvato il nuovo calendario ittico della Regione Abruzzo. Ad annunciarlo è l’assessore alle Politiche Agricole Dino Pepe. “La stagione di pesca sportiva – spiega l’assessore Pepe – inizierà domenica prossima, 28 febbraio, e terminerà il 2 ottobre 2016. Quest’anno, al contrario del 2015, la pesca sarà vietata nei giorni di martedì e giovedì; inoltre nei fiumi di categoria A si potrà pescare solo con ami privi di ardiglione, al fine di tutelare maggiormente la fauna ittica”. Il calendario, condiviso con le associazioni interessate, è stato pubblicato sul sito della Regione Abruzzo ed è consultabile nella sezione “Caccia e Pesca sportiva” all’indirizzo http://www.regione.abruzzo.it/agricoltura/.

Cavedano (leuciscus cephalus cabeda)

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Famiglia:

Ciprinidi

Ordine:

Cipriniformi

Regolamentazione:

Misura minima 18 cm.

Periodo di divieto 15/04 – 15/05

Morfologia:

Il cavedano ha un corpo slanciato a sezione ovoidale con dorso grigio bluastro o verdastro, i fianchi di tonalità argentea, pinne grigiastre e ventre bianco. Presenta squame punteggiate di nero ai margini, di dimensioni abbastanza grandi. Le pinne sono di color grigio scuro e la caudale è bilobata. Possiede una bocca terminale ed ampia priva di barbigli.

Taglia:

La lunghezza massima che può raggiungere un cavedano è pari a circa 50 – 55 centimetri, mentre il peso difficilmente supera i 2 chilogrammi, in casi eccezionali può raggiungere anche i 3 Kg e i 65cm di lunghezza

Distribuzione:

Largamente diffuso in Europa con numerose sottospecie, la più nota delle quali nei nostri fiumi è la “cabeda“, è uno dei pesci più noti ed abbondanti. Vive prevalentemente nelle acque di collina e di pianura, specie in quelle con corrente sostenuta. Ha una spiccata capacità di resistenza all’inquinamento.

Il Cavedano è presente nel nostro paese nelle acque del Nord, del Centro ed anche quelle del Sud, dove si spinge fino al fiume Crati (Calabria). Da poco tempo è stata scoperta l’esistenza nell’Italia centrale di una specie molto simile al Cavedano, finora erroneamente scambiata per lo stesso pesce: il suo nome è Cavedano etrusco (Leuciscus lucumonis Bianco), le cui caratteristiche sono al momento ancora poco note.

Comportamento:

E’ una specie reofila, che colonizza le acque dei corsi di media e fondo valle con fondali ghiaiosi, dove condivide l’habitat con il barbo e con la lasca. La sua duttilità fa sì che la si rinvenga anche nella parte terminale dei fiumi e nelle acque ferme dei laghi e dei canali. I giovani formano branchi di decine di soggetti, mentre gli individui adulti sono solitamente solitari. Dall’inizio dei primi freddi fino a primavera, i cavedani rimangono sul fondo e sono attivi solo nelle ore centrali della giornata, normalmente dalle 11 del mattino fino alle 15 del pomeriggio.

Alimentazione:

Si tratta di una specie onnivora, che si ciba principalmente di invertebrati acquatici, pesci e loro uova, insetti, vegetali, piccoli anfibi, girini e tritoni, materiali organici di ogni tipo. Gli esemplari giovani si nutrono di organismi planctonici, crostacei, alghe filamentose, insetti e loro larve, girini, semi e molluschi.

Riproduzione:

Il cavedano raggiunge la maturità sessuale in un’età che va dai due ai quattro anni: i soggetti di sesso maschile maturano prima di quelli di sesso femminile. La frega avviene in un periodo compreso tra aprile e luglio, in base all’habitat in cui la specie si trova a vivere. La deposizione delle uova avviene nel corso della notte in acque basse e su fondali ghiaiosi. Le uova hanno proprietà adesive e sono di un diametro di circa 1,5-2 mm; esse vengono deposte sulla vegetazione nei pressi della riva, ma occasionalmente anche su sabbia, pietre e ghiaia. Le femmine sono in grado di deporre anche l’incredibile numero di 50.000 uova per un peso totale di circa un chilogrammo. Le uova si schiudono dopo circa 10-12 giorni. Gli avannotti misurano circa 4 mm alla schiusa.

Pesca:

Il cavedano si può pescare soprattutto nei mesi caldi, abbocca tranquillamente ad ogni tipo di esca naturale. Nei fiumi la tecnica principe è la passata, con galleggianti di bassa grammatura che trasportano l’esca seguendo la corrente. Occorrono canne sufficientemente lunghe per controllare e guidare lo scorrimento del galleggiante, ma anche molto leggere per non stancare le braccia. Montatura con lenza intorno allo 0,18, terminali tra lo 0,12 e lo 0,14 che devono sfiorare il fondo e ami intorno al 10. Le esche più comuni da usare sono bigattini, chicchi di mais, lombrichi, ma si può anche provare con frutta di stagione come ciliegie, uva o sambuco. Nei mesi estivi i cavedani sono aggressivi verso gli artificiali e si avventano anche molto facilmente su rotanti argentati e piccoli minnow.

Pesca a passata

Se vogliamo insidiare il cavedano possiamo farlo con una bella bolognese o canna fissa e pescare a passata, in zone di fiume dove la corrente sia moderata e sia presente questa specie di pesce.

Come montatura si utilizza un galleggiante che può andare da un minimo di 1 gr ad un massimo di 4 o 5 gr a seconda della forza della corrente, più la corrente è forte più utilizzeremo un galleggiante grande.

Utilizzeremo un monofilo dello 0,16-0,18 sul mulinello e monteremo un finale che và dallo 0,12 allo 0,08, sempre in base alla grandezza dei cavedani presenti ed alla forza della corrente, perchè dovete sapere che il cavedano è un pesce molto furbo, quindi se la corrente è medio forte la sua attenzione sarà bassa, mentre con la presenza di corrente debole dovremo utilizzare una montatura molto leggera, questo pesce èe veramente furbo, quindi mi raccomando state attenti nell’ utilizzare una montatura molto leggera.

Per quanto riguarda i piombini , anche qui dovremo montarli a seconda della corrente, se la corrente e medio forte dovremo montare i pallini dal più piccolo al più grande , praticamente il più grande sarà  il più vicino all’ amo, e bisognerà lasciare almeno 30 – 40 cm di finale libero senza piombini, mentre se la corrente è poca o addirittura inesistente allora potremo montare i pallini dal più grande al più piccolo con direzione verso l’ amo.

Per l’ amo sicuramente la scelta dipende molto dal tipo di esca che utilizzeremo, se stiamo pescando con il bigattino possiamo montare un amo che và dal 18 al 22 mentre se peschiamo con una frutta o con il pane possiamo montare un amo un pò più grande come un 16.

Pesca con roubasienne

Un’altra tecnica molto utilizzata è la roubasienne per la pesca al cavedano, la montatura viene effettuata con uno 012 di monofilo nella canna e come finale useremo sempre un filo fino dallo 0,08 allo 0,10, montiamo un galleggiante da 2 o 3 gr sempre a seconda della corrente.

Pesca a spinning

Il cavedano è anche un pesce che si può pescare con i cucchiaini, infatti specialmente nel periodo dopo la primavera, quando il cavedano è affamato dopo aver passato un inverno mangiando meno è molto più vorace ed attacca anche un bel cucchiaino o minnows di piccole dimensioni, si possono utilizzare artificiali di 5 cm per i cavedani di medie dimensioni mentre potremo utilizzare un minnows di 7 cm per gli esemplari più grandi, magari se stiamo pescando in laghi molto grandi.

Le esche migliori per il cavedano

Sicuramente l’esca migliore è il bigattino ma non dimentichiamoci che il cavedano ama alcuni frutti, come per esempio le more o il sambuco e non è da scartare il pane, pescare con pezzettini di pane fresco a volte è molto redditizio.

Pesca a mosca

In ultimo ma non per importanza non potevamo parlare della pesca a mosca che viene utilizzata anche per la pesca al cavedano che dimostra un interesse agli insetti, in particolare noi consigliamo l’utilizzo di esche secche tipo palmer con le hackles ed alcune imitazioni di insetti terrestri.

Quando e come pescare il cavedano i momenti migliori della giornata

Sicuramente il momento più propizio perchè abbocchi un cavedano è il tramonto, quindi in questo momento il cavedano non sta fermo, si muove in cerca di cibo.

La ferrata

Quando un cavedano abbocca (sicuramente vi sarà già capitato) essendo molto furbo ci mette pochi millesimi di secondo a decidere se sputare l’esca, quindi consigliamo di ferrare tempestivamente, a volte le mangiate del cavedano sono molto rapide quindi state sempre attenti al galleggiante perchè potrete avere delle mangiate velocissime.

La Carta del pescatore

thPubblicata nel lontano 1980 ma sempre attualissima:
– L’acqua è un bene naturale, un patrimonio collettivo, fonte di vita per la flora, la fauna e l’uomo.
– L’acqua deve essere protetta da tutti i pericoli che ne minacciano la limpidezza, il normale decorso, il corretto utilizzo.
– L’acqua deve essere mantenuta pulita ed accessibile a tutti.
– Il pescatore ha il diritto – dovere di impegnarsi attivamente nella tutela dell’ambiente, denunciando ogni turbativa che ne minacci l’equilibrio o ne causi il degrado o il depauperamento.
– Il pescatore ha il diritto riconosciutogli dalla Costituzione di associarsi liberamente.
– Il pescatore, in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge, ha il diritto di svolgere serenamente la propria attività in acque libere e pulite, nel rispetto della natura.
– La legislazione nazionale e regionale deve riconoscere certezza di diritti e di doveri del pescatore.
– Il pescatore ha il diritto, attraverso le associazioni che lo rappresentano , di partecipare alla redazione delle leggi nazionali e regionali sulla pesca ed alla gestione sociale degli ambienti di acqua dolce e marina.
– Il pescatore in possesso di licenza di pesca di tipo B, ha il diritto ad accedere a tutte le acque pubbliche che non siano destinate al ripopolamento, al riposo biologico, o all’acquicoltura per fini produttivi.