Regione Abruzzo: Ordinanza 52 del 30/04/2020

FB_20160507_15_03_54_Saved_PictureIn serata il governatore ha firmato una seconda ordinanza, la Numero 52, che amplia le deroghe e precisa le attività sportive consentite. Ecco i dodici punti previsti: 

1. Sono consentiti all’interno della Regione Abruzzo, ai residenti o con domicilio nel territorio regionale, allenamenti esercitati individualmente e con il rispetto dei dispositivi di protezione individuale e misure di distanziamento sociale, per le seguenti attività sportive: trekking, parapendio in singolo, ciclismo, (bicicletta e mountain bike), bocce, canottaggio individuale, canoa kayak individuale, windsurf, barca a vela, atletica leggera svolta in forma individuale, golf, sport rotellistici, pesca sportiva di superficie e subacquea, sport equestri non di squadra, tennis singolo, tennis a volo singolo e badminton singolo, tiro con l’arco, tiro a segno, tiro sportivo con armi da fuoco lunghe e corte, da lancio, aria compressa (tiro al volo, tiro al piattello, tiro dinamico e statico) praticato nei campi da tiro, tiro sportivo da caccia (tiro di campagna, english traing sport, tiro a palla, tiro con l’arco da caccia, field target), sport motociclistico, go kart, arrampicata in falesia o esterno – purché siano mantenute le distanze di sicurezza tra l’arrampicatore ed il compagno di sicura. Per le citate attività sportive è vietato avvalersi delle strutture ad uso comune quali spogliatoi, bar interni, docce;

2. Sono consentite le attività sportive paraolimpiche senza necessità di assistente sportivo;

3. È consentito ai cinofili riconosciuti di praticare l’addestramento agility, la disciplina del cinowork, sleddog;

4. È consentito svolgere queste attività sportive dalle 6 alle 20 ed esclusivamente in modalità individuale, preferibilmente all’aria aperta e, comunque, con il rispetto delle misure di sicurezza;

5. Nei giorni di domenica 3 maggio e domenica 10 maggio 2020 (Festa della Mamma) è consentita l’apertura, fino alle 13.30, del commercio al dettaglio di vivai e fiorai;

6. È consentito lo spostamento all’interno del proprio territorio regionale, dove sono i natanti e/o le imbarcazioni da diporto di proprietà, per le attività di manutenzione, riparazione e sostituzione dei velivoli, così come indicato ai punti 7,8 e 9 della Ordinanza n. 49 del 26.04.2020, alle ASD, aeroclub, scuole di volo e privati;

7. Il punto 3 dell’Ordinanza n. 50 (correre e andare in bicicletta tra le 6 e le 20) è valido fino al 3 maggio 2020;

8. Nell’ ordinanza n. 50 nella lettera b. (permesso di andare a pesca) la parola ‘imbarcazione’ è sostituita con ‘unità da diporto’;

9. Le disposizioni dei punti 2 e 3 dell’Ordinanza n. 42 del 20 aprile 2020 s’intendono chiarite nel modo seguente:

a) per sanificazione s’intende esclusivamente l’attività di pulizia, lavaggio, disinfezione/sterilizzazione o sostituzione, da azionare, quali tipologie lavorative, in relazione allo stato di manutenzione e conservazione dell’impianto, su valutazioni del responsabile dello stesso, anche per tramite professionisti e/o imprese;

b) la sanificazione intesa come sopra, può inquadrarsi nel ciclo di manutenzione già programmata dell’impianto e rientrare nella pianificazione temporale già prevista (anche già eseguita) e pertanto le necessità di ripeterla ai fini dell’ordinanza è lasciata a valutazioni del responsabile dell’impianto, anche per tramite di professionisti o aziende;

c) laddove il condizionamento dell’aria avviene per mezzo di dispositivi ordinari nel senso del comunemente diffusi anche in ambiente domestico (quelli che ad esempio hanno una unità esterna ed interna – split) l’eventualità del ricorso a professionalità esterne può essere, a scelta del responsabile dell’impianto, anche non considerata in quanto le operazioni di sanificazione, come descritte al punto a), possono essere eseguite con evidente semplicità operativa.

d) Il documento di sanificazione (come descritta al comma a) può essere rilasciato dal responsabile dell’impianto anche tramite autocertificazione ai sensi del DPR 445/00;
e) Il chiarimento di cui al punto b) determina la facoltà in capo al responsabile dell’impianto e sulla base di proprie valutazioni delle condizioni dello stesso, di riferire la cadenza periodica della sanificazione (come descritta al punto a) alla cadenza temporale della manutenzione programmata procrastinando in un tempo più lungo la ripetizione mensile.

10. Il 2 maggio 2020 nel Comune di Bellante e il 4 maggio 2020 nel Comune di Ortona possono rimanere aperte le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità di cui all’allegato 1 del DPCM 10 aprile 2020, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato che nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali;

11. L’efficacia della ordinanza decorre dalla data di pubblicazione, ad eccezione dei punti 1. 2. 3. 4. per i quali la decorrenza è fissata al 4 maggio 2020, ed ha validità fino al 17 maggio 2020, salvo nuovo provvedimento;

12. la trasmissione al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, ai Prefetti territorialmente competenti e al Dipartimento Protezione Civile regionale.

Allarme cormorani

cormoranoIn sei anni sono cresciuti dell’86,5%. Ogni uccello mangia oltre 300 grammi di pesce al giorno.

Entro il marzo 2020 in Lombardia verranno abbattuti 993 cormorani, il 10% della popolazione regionale, per difendere la pesca sportiva e professionale nella regione. Lo ha deciso la giunta nel settembre scorso: i cormorani secondo l’ente locale riducono drasticamente il numero di pesci e li fanno allontanare dagli habitat abituali. cormorano1

L’abbattimento selettivo sarà affidato alla polizia provinciale: ma poiché questa è insufficiente, verranno autorizzati anche alcuni cacciatori, selezionati da una apposita commissione.

“La presenza eccessiva di cormorani sta danneggiando la pesca sportiva e professionale in Lombardia – ha detto in un comunicato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura -. Anche quest’anno abbiamo autorizzato il prelievo di 993 esemplari nei territori delle province di Varese, Como, Lecco, Bergamo e Brescia. Il prelievo attualmente può essere effettuato solo dagli agenti delle polizie provinciali, ormai in numero esiguo a causa della legge Delrio. Per questo abbiamo deciso di istituire una Commissione regionale che abbia il compito di esaminare le richieste dei cacciatori che si candidano per il rilascio della abilitazione al controllo selettivo del cormorano”.

Il piano di controllo attualmente attivo nella regione prevede dal 1 ottobre 2019 al 15 marzo 2020 l’abbattimento di 993 esemplari, pari al 10% degli esemplari conteggiati in Lombardia. “È necessario difendere l’ecosistema dall’effetto devastante delle specie alloctone in sovrannumero – ha aggiunto l’assessore Rolfi -. Il cormorano non solo contribuisce in maniera drastica alla diminuzione dello stock ittico, ma è causa anche di ferimento dei pesci, il che li rende suscettibili alle malattie, e spesso li induce ad abbandonare settori di habitat occupati, anche in momenti strategici quali la riproduzione o il periodo di rifugio invernale”. (ANSA).

Regione Abruzzo: corsi obbligatori per rilascio tesserino segna catture.

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Nella Consulta Regionale per l’approvazione della Carta Ittica 2020, sono stati Prorogati i termini per la frequenza obbligatoria ai corsi Regionali per il rilascio del Tesserino di Prelievo Ittico. Tali corsi, tenuti ad oggi dalle Associazioni riconosciute, vengono messi in stand by sino al 01/01/2022; in questo lasso di tempo l’assessorato di riferimento svilupperà un progetto informatico atto a trasferire online lo svolgimento di questi corsi, ma con esame finale che confermi la provata realizzazione dello stesso.
Nel contempo è stata contattata una società informatica specializzata per la trasformazione del Tesserino da cartaceo digitale, con il reale vantaggio di una trasmissione immediata dei dati immessi, della segnalazione all’utente della propria presenza in zone vietate alla pesca grazie alla geolocalizazione e tanti altri vantaggi che la tecnologia applicata potra’ fornire.

Il comma 13 dell’articolo 20 della L.R. 27 aprile 2017, n. 28 (Gestione della fauna ittica e disciplina della pesca nelle acque interne) è sostituito dal seguente:

”L’obbligo del conseguimento dell’attestato di partecipazione ai corsi di cui al comma 3, decorre dal 1 marzo 2022.”

Fiume Sangro; 9 marzo

Lo so, e bello leggere di avventurose pescate, mostrare foto di catture meravigliose e di fiumi limpidi e ricchi di pesce. Ma io vivo qui, in Abruzzo e da noi non va sempre cosi. Oddio, con questa mia mania di voler fare le prime uscite in acque libere e non ripopolate, è anche vero che me lo vado cercando io il “cappottone” e con questo caldo tanto piacevole non è. Però, tutto sommato, ma chi se ne frega, mi sono crogiolato al sole di questa mia meravigliosa terra, il resto è relativo. Comunque piccola cronaca della seconda uscita dell’anno.

Mancano ancora pochi minuti alle 7 del 9 di marzo, dovrei indossare il pigiamone di felpa, morire di freddo e cercare di scaldarmi con un caffè bollente invece si sta bene, forse troppo, anche pescare con il freddo ha la sua poesia. Alle sette e mezza sono pronto, esco ed è primavera. Pentax Digital Camera

Sole, 12°C la temperatura, brezzolina tiepida e le vette della Majella con pochissima neve. Potrei anche starmene a casa, oggi troverò acqua di neve. Ma non importa, ho bisogno di qualche ora di svago mentale.

Senza fretta salgo ad Ateleta, passando da Guardiagrele. Dopo Quadri non incontro più nessuno e posso percorrere la disastrata strada fino alla stazione di Gamberale senza fretta e senza dare fastidio a nessuno. Mi accorgo che quando puoi soffermarti sui particolari scopri angoli fantastici che non avevi mai notato prima. Comunque alle 9 sono ad Ateleta per l’immancabile sosta al panificio dove acquisto 4 chili dell’ottimo pane che fanno quassù. Adesso sarebbe quasi ora di iniziare a pescare. Pochi chilometri, fino alla vecchia stazione di San Pietro Avellana, e inizio la mia lotta con gli stivali che di entrare non ne vogliono proprio sapere. Dopo qualche minuto riesco ad uscirne vincitore e arrivo fino al ponte per vedere le condizioni del Sangro sperando che le mie pessimistiche previsioni vengano smentite.

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Nessuna smentita, acque bianche e veloci. Non importa scendo ugualmente.

Inizio a fare passate poco convinte, assorto nei miei pensieri, sobbalzo a sentire dei passi dietro di me, maledetti cinghiali!!! A siete voi, con un sospiro di sollievo, sono due forestali che sono scesi a controllarmi, la cosa non mi dispiace. Prendo il versamento e i documenti, vedono la mia patacca da guardia ittica del WWF, e iniziamo a parlare di clima, fiumi senza più trote, e mancanza di ricambio generazionale, “possiamo fare delle foto?”  mi chiedono, “ma certo nessun problema, altri 20 minuti senza pescare. Dopo più di mezz’ora salutano e vanno via. Io riprendo a pescare pensando alle loro parole …… fiumi senza trote. Dopo un’ora di tentativi inutili e con l’acqua sempre più bianca ed alta, chiudo la teleregolabile e raggiungo la dismessa ferrovia per tornare in auto.

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Un caffè e riprendo la strada verso la val di Sangro, indeciso tra il tornarmene a casa o provare a Villa Santa Maria. Opto per la seconda proposta, più per la bellezza del posto che per la voglia di pescare.

 

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Ma il fiume non mi concede molte possibilità e dopo un ora passata inutilmente a sondare le correnti più tranquille e le buche laterali decido che posso tornarmene a casa, faccio ancora in tempo per il pranzo.

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Apertura trota 2019

Ci sono mattine che ti alzi, senza fatica, prima che la sveglia suoni. Ti prepari un caffè e, forse per scelta, forse per un caso, decidi di partire da solo verso il fiume.

Oggi è uno di quei giorni, carico il necessario e anche il superfluo in auto e parto, Mi sembra che il mondo è più bello questa mattina, il mio animo è più bendisposto, non riesce a turbarmi nemmeno questo catorcio che mi precede a 20 all’ora e non riesco a sorpassare, alla guida il famoso vecchio col cappello che mi ha praticamente tagliato la strada alla rotonda, più di 10 km fa.

Oggi non ci sono storie da ascoltare, solo pensieri, ricordi e progetti a farmi compagnia mentre, con calma, lascio la valle ed imbocco la provinciale che mi porta verso il fiume.

Attraverso raiano, che il sole è già alto e i 2°c di questa mattina sono diventati 6. Oggi sarà una bella giornata. In piazza c’è il mercato, i mercati di paese hanno quel fascino antico e particolare, nessuna insegna, nessun fronzolo, solo la voce dei venditori che rompono il silenzio del mattino, Uno dei piaceri dell’andare a pesca da solo sta nel riuscire ad osservare e godere dei particolari, senza nessuno che possa distrarti dal tuo pensiero.

Vorrei fermarmi e stare tutta la mattina tra questa gente ma il sole sempre più caldo mi riporta alla realtà; premo sull’acceleratore e proseguo verso Molina.

Erano anni che non tornavo su questo fiume, ma è doveroso dedicare a questo grande maestro il ritornato amore per l’acqua che scorre. E, mentre mi perdo nei miei pensieri, mi avvicino al ponte sull’ Aterno, rallento, ho l’assurdo timore di non trovare il fiume al suo posto, Invece eccolo, sempre qui, accarezzato dal sole prima di sparire nella suggestiva gola di San Venanzio. Gli ultimissimi chilometri prima di parcheggiare li faccio con la stessa impazienza che avevo da ragazzo quando riuscire a raggiungere il fiume era già un’impresa. Parcheggio e inizio a prepararmi, un rituale compiuto centinaia di volte ma oggi è tutto come fosse nuovo, tutto tremendamente affascinante. Indossare gli abiti da pesca mi dà un senso di forza e sicurezza che nella vita di ogni giorno non esiste. Imbocco il sentiero che scende verso l’argine, solo il rumore di qualche roditore nel sottobosco rompe la quiete; mi fermo un istante e inspiro profondamente quell’aria umida e carica del profumo del fiume.

Non sono mai preparato alla bellezza di un corso d’acqua, ogni volta un particolare della sponda o il semplice colore dell’acqua riescono a stupirmi.

 

Innesco un lombrico, una controllata alla frizione e si comincia.

Il galleggiante segue la corrente, trattengo leggermente dove penso si nasconda un pesce, una due, tre passate poi finalmente una tocca, trattengo, concedo qualche attimo, il sughero affonda, ferro, c’è!

Una breve lotta e un modesto cavedano raggiunge la sponda.

Nel frattempo mi si è avvicinato un vecchio amico, Gabriele, ha avuto un infarto qualche anno fa, per fortuna si è ripreso bene ed è tornato anche lui a pesca. Ci crogioliamo al sole raccontandoci storie di pesca e di vita per quasi un’ora poi ci si saluta per tornare a pescare. Lui e suo figlio si spostano a valle, ora sono davvero solo, il re del Fiume.

Pesco a scendere, trote non ne abboccano ma non importa sono troppo felice nel rivedere i vecchi spot.

Per pescare nella buca a monte del ponte devo scendere in acqua. Entrare nell’elemento liquido è come avere un rapporto intimo con il fiume, che immancabilmente mi mette un pò in soggezione.

La sensazione dell’acqua che avvolge gli stivali è unica, sempre nuova ma rassicurante e familiare, un po’ come quando tornavo, alla chiusura delle scuole, nella casa dei nonni per le vacanze estive.

In questa buca quante trote ho preso, quest’anno però non ottengo risultati. Decido di tornare sui miei passi e pescare a risalire.

 

La mattina scorre, serena e piacevole, solo due triotti hanno mostrato interesse per la mia esca ma già camminare da solo, accanto al fiume, è appagante quanto una cattura. Cammino, mi fermo ad osservare la natura, mi accorgo di un particolare che non avevo mai notato e scatto qualche foto, mi allieterà quando sarò vecchio e dovrò smettere di pescare.

 

Sono arrivato dove ho iniziato questa mattina, impossibile che questo posto mi abbia regalato solo un cavedano. Ci riprovo, alzo il fondo, raggruppo i piombi verso il basso, innesco un lombrico nuovo, succulento e stimolante e delicatamente appoggio la lenza qualche metro a monte della buca, ai bordi della corrente. Cerco di far muovere il tutto con la massima naturalezza, trattenendo quel minimo indispensabile per far arrivare l’esca prima dei piombi. Il lombricone arriva nei pressi dell’arbusto sommerso, non passa inosservato, un pinnuto mangia facendo affondare il galleggiante. Do una ferrata decisa, preso. Inizia una bella battaglia con un pesce forte e pieno di energia, lo porto a riva e lo prendo delicatamente con le mani bagnate, una fario, una bella fario che sicuramente vive nel fiume da qualche tempo. Un paio di foto e poi, dopo una lieve carezza, la metto in acqua, la faccio ossigenare e gli rendo la meritata liberta.

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Mi fermo un attimo, sorrido, sono felice.

Risalgo ancora qualche centinaio di metri, i posti a monte sono poco interessanti, Attraverso un breve sentiero, opera dei cinghiali, e guadagno la carrareccia che mi riporta alla macchina.

Mi sposto verso valle per un paio di km, ci sono vecchi spot che voglio rivedere. E’ cambiato un po’ tutto, in peggio, forse colpa dell’livello dell’acqua, già basso nonostante siamo ancora a marzo, speriamo in qualche pioggia. Pesci ce ne sono, allineati in fila nell’acqua bassa e limpida della sponda opposta, riesco a lanciare nella correntina che porta il cibo direttamente nella loro bocca, 1,2,3 …. 100 volte ma il risultato è sempre lo stesso, quando arriva la mia esca si spostano con eleganza e la lasciano passare, e intanto si è fatta già l’una. Mi viene in mente che in auto ci sono una birra ed un pezzo di ottima pizza cucinata da mia moglie. Mi lavo le mani e torno in auto.

Mangio con gusto, non mi ero accorto che avevo fame, nel frattempo penso a come continuare la giornata. Intanto riscendo a Raiano.

Poco prima del paese ritrova il segnale della 3. Il cellulare alterna gli avvisi di WhatsApp a quelli di messenger, ai messaggi, ai like di fb, e io penso, che palle!!!

Però devo arrendermi al progresso e ammettere che la sua utilità questo infernale apparecchio ce l’ha. Chiamo mia moglie e poi accosto per sentire Giulio che ha aperto nella riserva di Raiano, come è andata?, niente di che, trote estramamente svogliate.

Sono le 14, accarezzo l’idea di tornare a casa, devo ammettere che mi sono stancato. Riparto ma sotto Vittorito dopo il ponte sul fiume, quasi senza pensarci giro a destra e scendo sul fiume, ma giusto un’ora, per dire che sono andato anche nel tratto gestito. Posti bellissimi e nonostante l’ora, il caldo e l’acqua di neve catturo la seconda fario della giornata, Una stretta allo stomaco e inizia la lotta, sono 40 anni che pesco ho catturato centinaia, forse migliaia di pesci di varie specie e dimensioni ma non sono mai preparato, quella sensazione di vivo dall’altra parte della lenza è sempre nuova ed unica, la trota arriva tra le mie mani, sembra la fotocopia di quella di stamattina, non la sacrifico nemmeno per una foto, senza tirarla fuori dall’acqua la slamo e gli rendo la libertà.

Adesso, posso tornare a casa. Sono uscito con una temperatura di 2°c torno a maniche corte con 24°c, nemmeno il meteo è più quello di una volta.

Regione Abruzzo: calendario ittico 2019

Approvazione Calendario Ittico Regionale anno 2019 e rinvio dell’obbligatorietà corsi (art. 20 comma 3 L.R. 28/2017). 

La Giunta Regionale ha approvato la regolamentazione per il 2019 della pesca dilettantistico-sportiva nelle acque interne. Tra le principali novità il rinvio al 1° gennaio 2020 della decorrenza dell’obbligo del possesso dell’attestato del corso di formazione previsto dall’art. 20 comma 3 della L.R. 28/2017. Si ricorda che per poter eser51982122_2295713300643302_2521989085220831232_ncitare la pesca occorre essere in possesso del tesserino segna catture, valido per l’intero territorio regionale su cui annotare in modo indelebile la giornata di pesca i capi di catturati e non rilasciati, fatta eccezione per il carpfishing. Dal 2019 i tesserini segnacatture rilasciati avranno validità di un anno solare (1 gennaio-31 dicembre). Ogni anno la consegna del tesserino segna catture per la stagione in corso avviene previa riconsegna del tesserino rilasciato nella stagione precedente. La restituzione del tesserino segnacatture deve in ogni caso essere fatta entro e non oltre il 31 marzo dell’anno successivo alla consegna. Il pescatore per ritirare il tesserino segnacatture deve recarsi allo sportello munito della ricevuta di pagamento della tassa di concessione regionale per la pesca dilettantistica sportiva (fatti salvi i casi si esenzione) e di documento di identità in corso di validità.

DATA DI APERTURA E CHIUSURA GENERALE

Nella Regione Abruzzo, la stagione di pesca, è consentita:

– nelle acque di categoria “A” (acque a gestione salmonicola), dalla prima domenica di marzo fino all’ultima domenica di settembre;

– nelle acque di categoria B (acque a gestione ciprinicola) e di categoria C (ambienti di transizione) tutto l’anno